SECONDA MANCHE
Dopo un primo esperimento in german style, il team Boneshaker Garage rivoluziona nuovamente un Night Rod Special puntando su artigianato made in Italy e aftermarket di alto livello.
La trasformazione di una moto non ha sempre una traiettoria rettilinea; raramente al ciak segue il grido di “buona la prima”. Il bello del custom è che per definizione, lascia spazio a ritocchi da apportare in un secondo tempo quanto ad aggiornamenti e a bruschi cambi di direzione rispetto al progetto iniziale. Un fatto assai noto a Joe Dragotta, navigato estimatore di V-twin pompati che iniziò la sua carriera nei primi anni novanta e anche a Marco Degiorgi, col quale divide l’avventura Boneshaker Garage. Anche lui ne avrebbe a bizzeffe da raccontare, ha cominciato presto a maneggiare le chiavi in pollici nel garage di casa prima di intraprendere l’attuale professione. La loro comune visione custom è ad ampio raggio e riguarda in prima le Harley-Davidson di ogni epoca, senza tralasciare scorribande verso gli ambiti cafe racer e scrambler. Bistrattati da molti colleghi, persino i V-rod sono accolti a braccia aperte nell’officina di Bressana Bottarone (PV). Qui Simone Rota propone un restyling al suo Night Rod Special del 2012, anno del decimo anniversario della famiglia VRSC. E’ il proprietario ad insistere per una versione German style del suo Night Rod con ampia cover dell’air box, in fibra come il codino e una coltre di nero opaco a rivestire il tutto. Stancatosi di forme opulente e finitura oscura, Simone si rivolge nuovamente a Boneshaker Garage per rendere unico il suo VRSCX. Di comune accordo si opta per una linea più affusolata; viene prontamente coinvolto Simone Lecca di Metal Bike Garage per modellare la carrozzeria in alluminio, nobile metallo che riporta alla capostipite della stirpe raffreddata a liquido di Milwaukee. Da uno scambio di pareri continuo prende forma un finto serbatoio, leggermente più stretto rispetto al componente di serie, sul quale viene incastonato uno strumento digitale multifunzione con contagiri analogico,con la lancetta. L’ispirazione vagamente pony car viene accentuata dalle prese d’aria anteriori per coprire la triangolatura che rinforza il canotto. Inedita la copertura per il radiatore di serie che nasconde totalmente la curva dello chassis, prolungandosi verso òla ruota posteriore. Completa l’opera un codone, sempre realizzato da simone lecca, con una linea decisamente muscolosa e sella rivestita in alcantara. Più maneggevole rispetto ai predecessori, per via di forcella e steli rovesciati e interasse più corto di circa 15mm, al Night Rod special dell’annata 2012 basta una coppia di ammortizzatori ohlins regolabili rispetto a interasse, precarico ed estensione, per rinforzare la ciclistica. Anche i cerchi RSD Diesel, da 19 e 18 pollici di diametro, rispettano le sezioni d’origine per non compromettere minimamente la guidabilita. Un fatto imprescindibile per il team Boneshaker Garage che consiglia un manubrio in apparenza più adatto ad una classica cruiser. Insieme ai riser è capitato per caso sulla piastra di sterzo di serie, montato principalmente per spostare la moto durante alcune fasi della lavorazione. Un butterflay tanto largo da alleggerire ogni sforzo in manovra e nel misto stretto. Lasciato al suo posto per il collaudo, si è dimostrato perfetto per condurre questo Nigh Rod Special con brio, anche tra i cordoli del circuito di Castelletto di Branduzzo (PV), quando Marco ha avuto l’occasione di sbizzarrirsi in pieghe, accelerazioni a limitatore e staccate. Altro dettaglio insolito su un V-Rod è il fanale da 7’’ stile Fat Boy; contiene una parabola Rivera a LED e indicatori di direzione incorporati, un’ottima soluzione per mantenere pulito il ponte di comando. Soddisfatti per aver accontentato il loro cliente, forse una volta per tutte, Joe e marco non si fanno troppe illusioni. Sanno che lo rivedranno presto per un doveroso tagliando prima di dedicarsi ad una nuova stagione on the road in sella al suo rinnovato Night Rod Special. Spesso la seconda manche va decisamente meglio della prima…

Articolo pubblicato da LOWRIDE sul n. 104, febbraio 2017
Testo: Aldo Pagnussat
Foto: Simone Romeo

Pilota: Marco Degiorgi
Foto backstage: Joe Drago

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