Puntatore, virgolette ed accento su una realtà italiana già consolidata ed importante, conosciuta ed apprezzata nell’ambiente moto, qui ne parliamo per omaggiarne l’ingegno e giusto per quei due o tre distratti che ancora non la conoscono, si tratta di “METALBIKE GARAGE” con la quale lo staff Boneshaker Garage collabora da paio d’anni per realizzare veri gioielli di moto special, tutte stra-premiate nelle varie manifestazioni di settore del mondo Custom. La storia della nascita di questa azienda è curiosa ed interessante ma  chi meglio del suo fondatore e proprietario poteva raccontarcela? Do quindi la parola…o meglio la penna a Simone Lecca di METALBIKE GARAGE…vai Simone!

Per parlare della Metalbike Garage dobbiamo andare a ritroso nel tempo, più precisamente al 2005, in un periodo dove si iniziava a sentire una patetica e ipotetica crisi. Ero nel pieno della mia carriera da dipendente presso un azienda di costruzioni prototipi di auto, mi diedero una opportunità di seguire un progetto al motor show di Tokyo, quindi presi il volo per l’oriente. Arrivato nel paese più culturale del mondo avevo molto da fare… prima di tutto relazionarmi con una civiltà totalmente diversa e devota al dovere e in secondo portare a termine il progetto. Come dicevo, con gli orientali dovevo relazionarmi e quindi imparai da subito come ci si doveva comportare, rispetto per la persona e grande devozione per il lavoro. Passarono giorni e settimane e ormai mi ero integrato tra loro; una sera mi dissero che dovevo visitare Kyoto ( la vecchia Tokyo), come potevo rifiutare, quindi alle 20 ero già sotto la hall dell’hotel e dopo due ore di traffico eravamo a Kyoto…..era una città magnifica, con templi e cunicoli, mi sembrava di essere nel film “Grosso guaio a Chinatown”……entrammo in una casa classica giapponese, ci togliemmo le scarpe e ci sedemmo per cenare, la geisha era di una gentilezza squisita,  tantè che mangiai tutto e troppo, dallo shabu shabu alla tempura di pesce e verdura, ma qui venne la svolta, dalle tende in perle uscii un anziano, piccolo di statura e un po’ tarchiatello, mi chiese di seguirlo; ci fu’ un attimo di esitazione  ma lo seguii, mi portò nella sua specie di bottega, dove c’era di ogni. Mentre ero perso con la vista tra quegli oggetti, persi anche l’ometto, mi ritrovò lui e mi disse ” tu devi bere questo ,ragazzo! Hai tante cose da fare, sei arrivato fino a qui, sei pronto.!….” ed io risposi” ma pronto per cosa? e che cosa diavolo è sto….” e lui “ora devi bere e poi col tempo capirai” e io” vabbè dai, d’altra parte mi farà digerire!” bevvi tutto…aveva un sapore misto acqua di mare e the verde.

Il nonnetto era contento, tornammo a Tokyo,  di quella sera non parlai a nessuno, ma quella notte è stata molto movimentata, sogni che sembravano realtà, appartenenti ad altre epoche, sembrava aver ripercorso 300 anni in una notte, un film scandagliato al dettaglio di qualsiasi argomentazione e lavoro appartenente a quel frangente, il tutto che si scolpiva o riscopriva nella mia testa, come se già sapessi tutto, ma celato.

Il mattino seguente avevo la testa piena di nozioni e fondamenta per qualcosa, ma era tutto così complicato, mi parse che fino ad allora avevo usato il mio cervello solo per un 10%, ora invece mi sembrava di aver aperto una porta ed avere accesso ad un database infinito. Intanto stava per finire il progetto, quindi tornai in Italia e osservando la strada per il ritorno, mi sembravano storti anche i palazzi ….nei mesi passati invece che dormire, la notte la passavo con un quaderno in mano a disegnare schizzi di serbatoi…forse altro o forse proprio questa stanchezza dovuta all’insonnia, che  mi procurai un grave infortunio, una fresa mi dilaniò il braccio sinistro! Mi sentivo finito, non sapevo ne come guarire e ne se sarei mai guarito! Però ecco che il disordinato film che da qualche tempo mi si proiettava nella testa, ad un tratto si riordinò.. tutto era più chiaro. Da qui fu un attimo cominciare a disegnare pezzi di moto e motociclette intere, pensare a quale doveva essere e come  l’attrezzatura e preso da questi mille pensieri nel frattempo guarii dall’incidente, il braccio me lo avevano ricostruito a doc ritrovandomelo addirittura più forte del destro, con una buona stretta per reggere le lamiere in fase di martellatura e con un metacarpo più rigido, perfetto! Ora mancava solo la location, che per iniziare poteva essere il box di casa, e così la METALBIKE stava nascendo, era come vivere una seconda volta ma con un potere alchemico tra le mani. Più passava il tempo e più quello che era nato come un hobby si stava trasformando in lavoro, perciò nel 2007 feci il passo da dipendente a libero professionista. Nel 2009 registrai il marchio Metalbike Garage a livello mondiale e cambiai la location tre volte, posso vantarmi di aver costruito carrozzerie per case come Headbanger, Yamaha; collaborato con Deus italia, Tpr, Radikal chopper, Boneshaker Garage, South garage, vinto il Motodays del 2012 con la Sebulba, una carrozzeria su base Bimota Delirio. Attualmente gli studi della Metalbike Garage sono accesi su layer quali costruzioni di telai, cupolini, serbatoi, codini, piastre di sterzo, riser, manubri,tappi serbatoi, selle, porta targa, collettori, scarichi e pedane, il tutto per ogni tipo e modello di moto. In un futuro prossimo l’unico faro sarà rivolto ad un espansione sul territorio di larga gittata, così da abbracciare una più favorevole clientela rivolta alle motociclette sia per uomini che per donne,  perché credo che nel futuro si debba tenere conto del sesso debole come un potenziale cliente.

Simone Lecca

/miriam f.