Ed eccolo qui il seguito della storia, ma prima voglio raccontare chi sono, come e perché sono quello che sono.
Nell’autunno del 1980, io e il mio gruppo di amici al ritorno dal nostro primo viaggio in Calabria in sella a due vespe, ci appassioniamo definitivamente alle due ruote, ma insoddisfatti di quelle che abbiamo, ci prefiggiamo che entro la stagione successiva avremmo risparmiato all’osso per compiere il grande salto: acquistare delle moto “vere”. Il modello prescelto era il Guzzi 850 California. A quei tempi i mezzi economici erano scarsi, ma si era poco viziati e capaci di fare sacrifici per esaudirci “da soli” i desideri!
E infatti all’alba delle ferie dell’anno successivo siamo pronti per partire.. tre con un Guzzi V7 ed io con un Guzzi 850 California. Il viaggio verso la Spagna, allora selvaggia ed avventurosa, resta indimenticabile, impregnati dello spirito dei viaggi di Jack Keroak ( “on the road” la nostra bibbia ) e nutriti dai racconti di Bukowski e di M.Pirsing (il libro Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta del 1974 rimane per sempre un cult nelle nostre menti).
Da qui l’evoluzione è stata inevitabile… dopo due anni ho costruito il mio primo Chopper su base Laverda 750 s, naturalmente sempre bicilindrico. Con questa moto ho fatto diversi viaggi in giro per l’Europa..il mio primo Elefantentreffen a Salisburgo.
Nel 1985 in occasione di una visita alla “cinque anelli” di Milano, il virus latente nella mia mente, si ingigantisce fino ad esplodere alla vista di un’Harley….stava sola in esposizione al centro di un locale, FXS Low Rider rosso bordeaux, naturalmente Shovelhead! Sono rientrato a casa sconvolto e mortificato.. l’unica cosa che potevo permettermi in quel momento era uno zippo con la serigrafia del motore Shovel!
Ma con la solita caparbia volontà, l’anno successivo ero in sella ad una Low Rider dell’81, Shovelhead, naturalmente usata, acquistata alla Numero Uno Milano, che da poco aveva aperto. Con “lei” il mio primo Superrally in Olanda nel 1987; (successivamente con altre moto ne ho punzonati una dozzina di Superrally, fra gli ultimi il più significativo è stato senz’altro quello in Svezia nel 2004 con la mia attuale compagna ed altri amici, un viaggio divertentissimo di una decina di giorni a scorrazzare per quei paesi d’Europa che non avevo ancora visitato).

Con l’Harley cresce anche la mia passione per la meccanica e le modifiche sulla moto. Purtroppo all’epoca il grosso problema in Italia era l’approvvigionamento degli accessori, che ci costringeva a trasferte in Germania, dove oltre a visitare i nostri amici Blues Bikers dei quali eravamo la sezione italiana, acquistavamo il necessario per i lavori sulle nostre motociclette.
Questa esigenza ci porta nel 1990 ad aprire Supercycles, uno dei primi negozi ed officina specializzata in parti ed accessori performanti per Harley- Davidson, era con me Roberto, scomparso prematuramente. Poco dopo ho conosciuto Miriam, mia attuale compagna e fedele collaboratrice, con la quale ho condiviso l’esperienza di Supercycles fino alla sua chiusura nel 2007.

Sono stati 17 anni emozionanti dove il lavoro, l’estro, la passione, l’acquisizione continua di nozioni, i viaggi all’estero, USA ed Europa, le feste ed i party di Supercyles nonché i molteplici eventi che organizzavamo, i Draghi, la rivista “Performance”, il Drag Racing, che ci ha visto protagonisti vincitori per diversi anni, le fiere, la conoscenza di clienti che diventano amici, amici che diventano clienti, insomma tutta questa moltitudine di cose e di tante altre ancora, si sono combinate in un unico enorme esploso da manuale tecnico con mille e mille pezzetti di vita/esperienze che mi hanno fatto vivere ed andare sempre a 1000 all’ora, fin quasi a consumarmi l’anima, ma al tempo stesso rinnovandola e mantenendola più giovane che mai. Molte sono le moto special create ed eseguite da Supercycles, alcune di esse spesso sulle riviste; in quegli anni quasi insieme a noi nasceva “Freeway Italia” che sul primo numero ci pubblicò una moto e altre ancora ne susseguirono, si può quasi dire che per un certo periodo si è cresciuti con negli stessi percorsi.

Con la chiusura di Supercycles decretai la fine di quella realtà, a cui tanto avevo dato, da cui tanto avevo ricevuto, ma che non aveva più una ragione di esistere, quantomeno in quel modo e in quel contesto. Anche la successiva esperienza in una concessionaria ufficiale come responsabile tecnico, in un ambiente scialbo e arido di stimoli nonostante i miei sforzi, (senza nulla togliere alle altre concessionarie ufficiali) mi ha fatto capire che lì l’anima potevo solo perderla.. meglio correre ai ripari.
Uno step interessante, è stata l’escursione nei locali di Crazy Choppers dell’anno passato, un contesto dove ho piacevolmente legato sia con lo staff che con i clienti.

Proprio in quel periodo un bel giorno ricevo la “famosa” telefonata di Marcone…ora Boneshaker Garage esiste! Una piccola realtà a cui auguro di crescere…il resto è storia di questi giorni……”ritorno alle origini”!

LaMiriam